In controcorrente rispetto al classico primo gennaio, quest’anno siamo stati a Venezia. Diciamo che alle 7 del mattino di Capodanno è possibile piazzare la macchina in autostrada, al centro della corsia, un mattone sull’acceleratore per mantenere i 130, una sbarra per il volante e via fino a padova senza incontrare anima viva. Il parcheggio costa comunque 24 € al giorno, nonostante tutto. Eh ‘sticaxxi.

I bagordi dell’ultimo dell’anno hanno svuotato anche Venezia e solo pochi eroici gruppi di turisti stranieri imperversano per le calli della Serenissima, incolonnandosi diligentemente a serpentone ora per entrare in S. Marco, ora per entrare nel campanile, poco più in là per visitare il Palazzo Ducale… proprio come succederebbe nelle code composte da soli italiani!

Nonostante le previsioni meteorologiche non fossero delle più favorevoli, la nebbia al momento giusto si è alzata, regalando uno spettacolo un po’ inconsueto per le cartoline della città che avevo in mente: le gondole spuntano dalla laguna come ombre provenienti da un tempo lontano e le cime dei palazzi che emergono come piante acquatiche, creando una giungla quasi labirintica.

Gita a Venezia 2013.

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Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l’ arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi. (Thomas Mann)

Il sole riesce a passare attraverso la densa umidità atmosferica e ad illuminare il ferro di prua delle gondole, generando riflessi caleidoscopici sull’acqua; il loro incedere silenzioso quasi non crea onde e l’unico rumore prodotto dalla navigazione sono le voci dei turisti trasportati e dei gondolieri che, come attori della Venezia ai tempi potenza marittima, permettono al pubblico di immergersi nel grande spettacolo teatrale della città.

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Se non città da cartolina, Venezia è con i suoi palazzi, la sua incredibile storia di autodeterminazione e i suoi abitanti, un luogo unico.

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Man mano che ci si allontana dal fulcro della vita turistica di Venezia, si diradano i turisti che lasciano le calli agli abitanti, silenziosi cittadini che guardi un po’ così, come se si trattasse di un gruppo di Masai africani, intenti nella loro normalissima vita.

Gita a Venezia 2013.

Il Ponte di Rialto.

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I tavoli vuoti, il mercato chiuso dopo una giornata di lavoro testimoniano una città semivuota, complice il particolare giorno dell’anno.

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Il Canal Grande.

Gita a Venezia 2013.

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Gita a Venezia 2013.

Punti più alti della visita: (1) perdersi a Venezia, (2) la nebbia che si alza e scopre come da sotto un lenzuolo la città, (3) lo splendido matroneo della basilica e la pala d’oro nell’abside (4) la vista della struttura urbana dall’alto del campanile (5) la doccia perfetta in hotel.

Momenti meno felici: (1) il parcheggio, (2) gli “spaghetti con polpette” di una tipica osteria veneziana, pronta ad assecondare queste follie anglosassoni e a farti sloggiare in tempo zero appena bevuto il caffè (3) le recensioni di ristoranti su tripadvisor fatte dagli stranieri: i grandi popoli li riconosci da come riescono a riconoscere i buoni locali…

Gita a Venezia 2013.

Da entrambi i lati del Canal Grande scorrono fiumi di persone. Nessuno
sa in quale mare vadano a sfociare. (Mieczysław Kozłowski)